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GIANNI SCHICCHI 2009-2010-2017

DALL’OPERA OMONIMA DI GIACOMO PUCCINI E GIOVACCHINO FORZANO.
Spettacolo con i ragazzi dell’Istituto Comprensivo di Taio.

DEBUTTO: 4 GIUGNO 2009 PRESSO IL TEATRO DELLE SCUOLE ELEMENTARI DI TAIO-PREDAIA (TN).

Lo spettacolo è uno dei frutti della collaborazione con l'Istituto Comprensivo di Taio, iniziata nel 2004.

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La collaborazione tra Stradanova Slow Theatre e l'Istituto Comprensivo di Taio è iniziata nel 2004 e si è rafforzata nel corso degli anni, dando vita ad una vera e propria realtà di produzione teatrale stabile all'interno del mondo scolastico.

Gli spettacoli prodotti con l'Istituto Comprensivo di Taio:
2020 – LA CROCIATA DEI BAMBINI – Il laboratorio dell’Istituto Comprensivo di Taio in eopca di pandemie – FILM
2019 - IL PICCOLO RIVOLUZIONARIO - Tributo a Iqbal Masih - II EDIZIONE
2018 - LA FIABA DEL RE NORANDINO - Spettacolo liberamente tratto dal canto XVII dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto.
2017 - GIANNI SCHICCHI. Dall'opera di Giacomo Puccini e Giovacchino Forzano - II EDIZIONE
2014 - IL SEGRETO DEL BOSCO VECCHIO. Studio liberamente tratto dall'omonimo romanzo di Dino Buzzati e dall'omonimo film di Ermanno Olmi.
2012/2013 - IL PICCOLO RIVOLUZIONARIO - Tributo a Iqbal Masih.
2011 - L'AMORE DELLE TRE MELAGRANE. Da Italo Calvino, Carlo Gozzi e Sergej Prokofiev.
2011 - VORREI TANTO VORREI TUTTO. Storia di una bimba di nome Anne Frank.
2009/2010 - GIANNI SCHICCHI. Dall'opera di Giacomo Puccini e Giovacchino Forzano.
2006/2007 - COME LE PIANTE POSSONO FIORIRE SE CADE TANTA NEVE. Da Bertolt Brecht. Evento facente parte del Progetto Brecht.
2005 - L'AMORE DELLE TRE MELARANCE. Dall'opera omonima di Sergej Prokofiev.
2004 - L'ELISIR D'AMORE. Dall'opera omonima di Gaetano Donizetti.

Considerazioni di una Professoressa.
“Riguardo a tutte queste esperienze si potrebbe parlare a lungo e raccontare difficoltà, soddisfazioni, fatiche e aneddoti simpatici, ma voglio invece soffermarmi ad analizzare le ricadute dell’attività teatrale sugli alunni. Dopo aver seguito per anni questo laboratorio con il supporto di esperti, posso affermare che l’esperienza teatrale lascia sicuramente un segno nei ragazzi. La lettura approfondita di un copione li abitua a cogliere le intenzioni dell’autore, i significati più profondi di molte espressioni, migliora le loro capacità di lettura e arricchisce il loro bagaglio lessicale. Il soffermarsi sul testo aiuta molto anche i ragazzi stranieri, che conoscono la lingua italiana in modo ancora incerto o parziale. Imparare un copione a memoria e soprattutto sapere quando è il momento di dire la propria battuta aiuta a trovare strategie personali per memorizzare e per mantenere la concentrazione, abilità indispensabili per uno studente, ma che alcuni ragazzi riescono a sviluppare più in questo laboratorio che nel loro lavoro scolastico. Recitare insieme, inoltre, sviluppa anche uno spirito di gruppo e un senso di responsabilità verso un’attività comune, dove ognuno è un elemento indispensabile per il buon esito del lavoro. Infine, siccome recitare davanti a tante persone mette a quasi tutti molta paura, riuscire ad affrontare un pubblico aiuta a controllare le proprie emozioni e l’acquisizione di tutte queste abilità aumenta la propria autostima e molti ragazzi diventano più sicuri. Un successo sul palcoscenico può incoraggiare soprattutto chi non è abituato a successi sui banchi di scuola e può aiutarlo a capire che dietro ogni vittoria c’è sempre una fatica.”
Nadia Emer, responsabile del Laboratorio di Teatro.

“Fin dalla prima scena il mondo aristocratico ci appare chiuso, livido e soprattutto decadente: il suo più insigne rappresentante è, guarda caso, proprio un morto, presente in modo macabro fin dall’inizio sulla scena. Un mondo giunto al suo crepuscolo, in cui i parenti del defunto si aggirano come avvoltoi attorno al cadavere pronti a contendersi il testamento.”
Dalle note di regia di Elena Galvani e Jacopo Laurino.

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GIANNI SCHICCHI
Adattamento teatrale dell’opera omonima di Giacomo Puccini e Giovacchino Forzano.
Spettacolo con i ragazzi dell’Istituto Comprensivo di Taio.

LA STORIA – Dal libretto di sala della recita del 2010.

Firenze, anno 1299. Gianni Schicchi, famoso in tutta la città per la sua intelligenza acuta, viene chiamato in gran fretta da Rinuccio, nipote del ricchissimo Buoso Donati. Rinuccio e gli altri parenti di Buoso si trovano in una incresciosa situazione: il ricco congiunto, appena spirato, ha lasciato in eredità tutte le sue sostanze a un vicino convento di frati per comprarsi l’Indulgenza.
Inizialmente Schicchi si rifiuta di aiutare i Donati, a causa dell'atteggiamento sprezzante che l’intera famiglia, appartenente all’alta aristocrazia fiorentina, mostra verso di lui, uomo di umili origini arrivato a Firenze dalla campagna. Ma le preghiere della figlia Lauretta, innamorata di Rinuccio, lo spingono a cedere e ad escogitare un piano: dato che nessuno è ancora a conoscenza della dipartita di Buoso, lui stesso si infilerà nel letto del morto e, contraffacendone la voce, detterà al notaio delle nuove volontà.
Prima di procedere con l’inganno, Schicchi ricorda agli avidi parenti il rigore della legge fiorentina, che condanna all'esilio e al taglio della mano non solo chi si sostituisce ad altri in testamenti e lasciti, ma anche i suoi complici…
Così, davanti al notaio e a due testimoni, Schicchi/Buoso declina il nuovo testamento. Ma quando arriva a nominare le cose più preziose, fra cui l'ambita casa di Firenze, le lascia , tra lo sgomento dei parenti (che non possono smascherarlo perché verrebbero condannati come complici), all’amico Gianni Schicchi, ovvero a sé stesso. Divenuto ricco, può finalmente dare alla figlia una dote consona alla futura sposa di un Donati. Rinuccio e Lauretta possono così coronare il loro sogno d’amore. Mentre i due giovani si abbracciano, Schicchi, contemplando la loro felicità, sorride compiaciuto della propria astuzia, pur consapevole di essere stato condannato all'Inferno…

… «Quel folletto è Gianni Schicchi,
e va rabbioso altrui così conciando …
… sostenne,
per guadagnar la donna de la torma,
falsificare in sé Buoso Donati,
testando e dando al testamento norma» …
Dante, Inferno XXX, vv. 32-33 e 42-45.

NOTE DI REGIA – Dal libretto di sala della recita del 2010.

In questa nostra rappresentazione della celebre opera di Puccini e Forzano, il libretto viene interamente recitato, anziché cantato. Solo qua e là, avvalendoci del bel coro del professor Giorgio Larcher, abbiamo inserito alcune arie significative. Tra queste, quella che più di tutte ci ha colpito è “Firenze è come un albero fiorito”, vero e proprio inno alla fiducia nel nuovo, visto non come una minaccia, ma come fonte di forze vitali e creative. Questa è l’aria di Rinuccio, il giovane rampollo della ricca famiglia Donati, innamorato di Lauretta, figlia di Gianni Schicchi. Come Romeo e Giulietta non possono coronare il loro sogno d’amore: a impedire la loro felicità non è però una terribile faida tra le rispettive famiglie, bensì, molto più prosaicamente, il fatto che Lauretta è figlia di uno “sceso a Firenze dal contado”, che non può darle né nobili natali, né una ghiotta dote. Le sole ricchezze di Gianni Schicchi sono la sua intelligenza straordinaria e l’intraprendenza, che ne fanno un esempio di quella classe borghese che proprio allora cominciava a svilupparsi. E’ questa “gente nova” che porta a Firenze idee nuove e insieme, nuovi ideali che sanno, seppur vagamente, di giustizia sociale e di democrazia.
Fin dalla prima scena il mondo aristocratico ci appare chiuso, livido e soprattutto decadente: il suo più insigne rappresentante è, guarda caso, proprio un morto, presente in modo macabro fin dall’inizio sulla scena. Un mondo giunto al suo crepuscolo, in cui i parenti del defunto si aggirano come avvoltoi attorno al cadavere pronti a contendersi il testamento. Salvo poi scoprire che il ricco Buoso ha lasciato tutto ai frati, dipinti anch’essi non come guide spirituali, ma come avidi venditori d’indulgenze, intenti solo ad ingrassarsi.
In questo clima grottesco spiccano, luminose, l’innocenza e la freschezza dei due teneri innamorati. Sarà proprio per loro due, e per un futuro più giusto, che Gianni Schicchi si sacrificherà, condannandosi all’Inferno. Del resto, da vero uomo di mondo, da uomo artefice della propria fortuna, pienamente responsabile delle proprie azioni, il “nostro” sa bene che “a questo mondo una cosa si perde, una cosa si trova…”

2017 – II EDIZIONE – TAIO-PREDAIA (TN) – Teatro delle Scuole Elementari.
Spettacolo conclusivo del Laboratorio di teatro dell’Istituto Comprensivo di Taio dell’anno scolastico 2016-2017.

CREDITI
CREDITI 2017

GIANNI SCHICCHI
Adattamento teatrale dell’opera omonima di Giacomo Puccini e Giovacchino Forzano.
Spettacolo con i ragazzi dell’Istituto Comprensivo di Taio.

Con i ragazzi dei Laboratori di Teatro e di Coro dell’Istituto Comprensivo di Taio.

Dirige il coro: Giorgio Larcher.

Regia di Elena Galvani e Jacopo Laurino.

In ricordo del Maestro Michele Valentini.

LO SPETTACOLO È STATO PRODOTTO
dal Gruppo Teatrale Moreno Chini e Stradanova Slow Theatre
in collaborazione con
l’Istituto Comprensivo di Taio
con il contributo
del Comune di Predaia, della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, del Consorzio dei Comuni della Provincia di Trento-BIM dell’Adige e della Cassa Rurale d’Anaunia.

DATE

- Giovedì 18 maggio 2017, ore 20.45 – Taio-Predaia (TN), Teatro delle Scuole Elementari - DEBUTTO
- Sabato 20 maggio 2017, ore 9.00 – Taio-Predaia (TN), Teatro delle Scuole Elementari – replica in occasione dell’inaugurazione della Scuola secondaria di 1° grado dell’Istituto Comprensivo di Taio.



2010 – I EDIZIONE - TAIO (TN) – Teatro delle Scuole Elementari.
Spettacolo conclusivo del Laboratorio di teatro dell’Istituto Comprensivo di Taio dell’anno scolastico 2009/2010.

CREDITI
CREDITI 2010

GIANNI SCHICCHI
Adattamento teatrale dell’opera omonima di Giacomo Puccini e Giovacchino Forzano.
Spettacolo con i ragazzi dell’Istituto Comprensivo di Taio.

Con i ragazzi del laboratorio di teatro seguito dalla professoressa Nadia Emer (personaggi e interpreti):
Gianni Schicchi: Sergio Patterson
Lauretta, sua figlia: Claudia Timis
Zita, cugina di Buoso: Miriana Battaini
Rinuccio, nipote di Zita: Badr Amine
Gherardo, nipote di Buoso: Samuel Negri
Nella, sua moglie: Any Timis
Gherardino, loro figlio: Francesco Bellucci
Betto di Signa, cognato di Buoso: Mostafa Hafidi
Simone, cugino di Buoso: Enrico Magnani
Marco, suo figlio: Kevin Chini
La Ciesca, moglie di Marco: Anna Uez
Maestro Spinelloccio, medico: Diego Chilovi
Ser Amantio di Nicolai, notaio: Diego Chilovi
Pinellino, calzolaio: Nicholas Chini
Guccio, tintore: Francesco Bellucci.

Con i ragazzi del laboratorio di coro seguito dal professor Giorgio Larcher.

Al pianoforte: Marco Longo.

Arrangiamenti per coro di voci bianche: Marco Longo.

Direzione del coro: Giorgio Larcher.

Costumi: Atelier Mi.Ro – Cavareno (TN).

Luci: Gianni Stievano.

Scenografia e regia: Elena Galvani e Jacopo Laurino.

Un ringraziamento particolare a Nicoletta Zadra e Mimmi Vinotti il cui prezioso aiuto ha reso possibile la realizzazione dello spettacolo.

LO SPETTACOLO È PRODOTTO
da StradaNòva e dall’Istituto Comprensivo di Taio
con il contributo
del Comune di Taio.


DATE

Lo spettacolo debutta il 22 aprile 2010 alle ore 20.30 presso il Teatro delle Scuole Elementari di Taio (TN) e non è seguito da repliche. La sera del debutto l’amministrazione comunale presenta alla pubblico il progetto della nuova Scuola media dell’Istituto Comprensivo di Taio (TN).



2009 – I EDIZIONE - TAIO (TN) – Teatro delle Scuole Elementari.
Spettacolo conclusivo del Laboratorio di teatro dell’Istituto Comprensivo di Taio dell’anno scolastico 2008/2009.

CREDITI
CREDITI 2009

GIANNI SCHICCHI
Adattamento teatrale dell’opera omonima di Giacomo Puccini e Giovacchino Forzano.
Spettacolo con i ragazzi dell’Istituto Comprensivo di Taio.

Con i ragazzi del laboratorio di teatro seguito dalle Professoresse Nadia Emer e Nicoletta Zadra (personaggi e interpreti):
Gianni Schicchi: Sergio Patterson
Lauretta, sua figlia: Claudia Timis
Zita, cugina di Buoso: Miriana Battaini
Rinuccio, nipote di Zita: Badr Amine
Gherardo, nipote di Buoso: Samuel Negri
Nella, sua moglie: Any Timis
Gherardino, loro figlio: Francesco Bellucci
Betto di Signa, cognato di Buoso: Mostafa Hafidi
Simone, cugino di Buoso: Enrico Magnani
Marco, suo figlio: Kevin Chini
La Ciesca, moglie di Marco: Anna Uez
Maestro Spinelloccio, medico: Diego Chilovi
Ser Amantio di Nicolai, notaio: Diego Chilovi
Pinellino, calzolaio: Nicholas Chini
Guccio, tintore: Francesco Bellucci.

Con i ragazzi del laboratorio di coro seguito dal Professor Giorgio Larcher.

Al pianoforte: Marco Longo.

Arrangiamenti per coro di voci bianche: Marco Longo.

Direzione del coro: Giorgio Larcher.

Costumi: Atelier Mi.Ro – Cavareno (TN).

Luci: Gianni Stievano.

Scenografia e regia: Elena Galvani e Jacopo Laurino

Si ringrazia il laboratorio di artistica del professor Marco Marinelli e il Comune di Taio.

LO SPETTACOLO È PRODOTTO
da StradaNòva e dall’Istituto Comprensivo di Taio.


DATE

Lo spettacolo debutta il 4 giugno 2009 alle ore 20.30 inaugurando il Teatro delle Scuole Elementari di Taio (TN) e non è seguito da repliche.

Gianni Schicchi - locandina 2017 - SCARICA

Gianni Schicchi - libretto di sala 2010 - SCARICA

Gianni Schicchi - locandina 2010 - SCARICA

Gianni Schicchi - foglio di sala 2009 - SCARICA

2009/2010 GIANNI SCHICCHI. Dall’opera omonima di Giacomo Puccini e Giovacchino Forzano. Spettacolo con i ragazzi dell’Istituto Comprensivo di Taio. E' uno dei frutti della collaborazione con l'istituto Comprensivo di Taio, iniziata nel 2004 e ancora oggi attiva. CREDITI EDIZIONE 2010. Con i ragazzi del laboratorio di teatro seguito dalla Professoressa Nadia Emer e i ragazzi del laboratorio di coro seguito dal Professor Giorgo Larcher. Personaggi e interpreti: Gianni Schicchi: Sergio Patterson. Lauretta, sua figlia: Claudia Timis. Zita, cugina di Buoso: Miriana Battaini. Rinuccio, nipote di Zita: Badr Amine. Gherardo, nipote di Buoso: Samuel Negri. Nella, sua moglie: Any Timis. Gherardino, loro figlio: Francesco Bellucci. Betto di Signa, cognato di Buoso: Mostafa Hafidi. Simone, cugino di Buoso: Enrico Magnani. Marco, suo figlio: Kevin Chini. La Ciesca, moglie di Marco: Anna Uez. Maestro Spinelloccio, medico: Diego Chilovi. Ser Amantio di Nicolai, notaio: Diego Chilovi. Pinellino, calzolaio: Nicholas Chini. Guccio, tintore: Francesco Bellucci. Al pianoforte: Marco Longo. Costumi: Atelier Mi.Ro – Cavareno (TN). Luci: Gianni Stievano. Arrangiamenti per coro di voci bianche: Marco Longo. Direzione: Giorgio Larcher. Scenografia e regia: Elena Galvani e Jacopo Laurino. Un ringraziamento particolare a Nicoletta Zadra e Mimmi Vinotti il cui prezioso aiuto ha reso possibile la realizzazione dello spettacolo. Note di regia di Elena Galvani e Jacopo Laurino. In questa nostra rappresentazione della celebre opera di Puccini e Forzano, il libretto viene interamente recitato, anziché cantato. Solo qua e là, avvalendoci del bel coro del professor Giorgio Larcher, abbiamo inserito alcune arie significative. Tra queste, quella che più di tutte ci ha colpito è “Firenze è come un albero fiorito”, vero e proprio inno alla fiducia nel nuovo, visto non come una minaccia, ma come fonte di forze vitali e creative. Questa è l’aria di Rinuccio, il giovane rampollo della ricca famiglia Donati, innamorato di Lauretta, figlia di Gianni Schicchi. Come Romeo e Giulietta non possono coronare il loro sogno d’amore: a impedire la loro felicità non è però una terribile faida tra le rispettive famiglie, bensì, molto più prosaicamente, il fatto che Lauretta è figlia di uno “sceso a Firenze dal contado”, che non può darle né nobili natali, né una ghiotta dote. Le sole ricchezze di Gianni Schicchi sono la sua intelligenza straordinaria e l’intraprendenza, che ne fanno un esempio di quella classe borghese che proprio allora cominciava a svilupparsi. E’ questa “gente nova” che porta a Firenze idee nuove e insieme, nuovi ideali che sanno, seppur vagamente, di giustizia sociale e di democrazia. Fin dalla prima scena il mondo aristocratico ci appare chiuso, livido e soprattutto decadente: il suo più insigne rappresentante è, guarda caso, proprio un morto, presente in modo macabro fin dall’inizio sulla scena. Un mondo giunto al suo crepuscolo, in cui i parenti del defunto si aggirano come avvoltoi attorno al cadavere pronti a contendersi il testamento. Salvo poi scoprire che il ricco Buoso ha lasciato tutto ai frati, dipinti anch’essi non come guide spirituali, ma come avidi venditori d’indulgenze, intenti solo ad ingrassarsi. In questo clima grottesco spiccano, luminose, l’innocenza e la freschezza dei due teneri innamorati. Sarà proprio per loro due, e per un futuro più giusto, che Gianni Schicchi si sacrificherà, condannandosi all’Inferno. Del resto, da vero uomo di mondo, da uomo artefice della propria fortuna, pienamente responsabile delle proprie azioni, il “nostro” sa bene che “a questo mondo una cosa si perde, una cosa si trova…” Dal programma di sala 2010 di "Gianni Schicchi". La collaborazione tra Stradanova e l'Istituto Comprensivo di Taio è iniziata nel 2004 e si è rafforzata nel corso degli anni, dando vita ad una vera e propria realtà di produzione teatrale ormai stabile all'interno del mondo scolastico. Gli spettacoli prodotti con L'istituto Comprensivo di Taio: 2014 - IL SEGRETO DEL BOSCO VECCHIO. Studio liberamente tratto dall'omonimo romanzo di Dino Buzzati e dall'omonimo film di Ermanno Olmi. 2012/2013 - IL PICCOLO RIVOLUZIONARIO - Tributo a Iqbal Masih. 2011 - L'AMORE DELLE TRE MELAGRANE. Da Italo Calvino, Carlo Gozzi e Sergej Prokofiev. 2011 - VORREI TANTO VORREI TUTTO. Storia di una bimba di nome Anne Frank. 2009/2010 - GIANNI SCHICCHI. Dall'opera di Giacomo Puccini e Giovacchino Forzano. 2006/2007 - COME LE PIANTE POSSONO FIORIRE SE CADE TANTA NEVE. Da Bertolt Brecht. Evento facente parte del Progetto Brecht. 2005 - L'AMORE DELLE TRE MELARANCE. Dall'opera omonima di Sergej Prokofiev. 2004 - L'ELISIR D'AMORE. Dall'opera omonima di Gaetano Donizetti. Considerazioni di una Professoressa. Riguardo a tutte queste esperienze si potrebbe parlare a lungo e raccontare difficoltà, soddisfazioni, fatiche e aneddoti simpatici, ma voglio invece soffermarmi ad analizzare le ricadute dell’attività teatrale sugli alunni. Dopo aver seguito per anni questo laboratorio con il supporto di esperti, posso affermare che l’esperienza teatrale lascia sicuramente un segno nei ragazzi. La lettura approfondita di un copione li abitua a cogliere le intenzioni dell’autore, i significati più profondi di molte espressioni, migliora le loro capacità di lettura e arricchisce il loro bagaglio lessicale. Il soffermarsi sul testo aiuta molto anche i ragazzi stranieri, che conoscono la lingua italiana in modo ancora incerto o parziale. Imparare un copione a memoria e soprattutto sapere quando è il momento di dire la propria battuta aiuta a trovare strategie personali per memorizzare e per mantenere la concentrazione, abilità indispensabili per uno studente, ma che alcuni ragazzi riescono a sviluppare più in questo laboratorio che nel loro lavoro scolastico. Recitare insieme, inoltre, sviluppa anche uno spirito di gruppo e un senso di responsabilità verso un’attività comune, dove ognuno è un elemento indispensabile per il buon esito del lavoro. Infine, siccome recitare davanti a tante persone mette a quasi tutti molta paura, riuscire ad affrontare un pubblico aiuta a controllare le proprie emozioni e l’acquisizione di tutte queste abilità aumenta la propria autostima e molti ragazzi diventano più sicuri. Un successo sul palcoscenico può incoraggiare soprattutto chi non è abituato a successi sui banchi di scuola e può aiutarlo a capire che dietro ogni vittoria c’è sempre una fatica.
La responsabile del Laboratorio di Teatro, Nadia Emer.